05/11/18

Yoel Lèvi - Direttore
Julian Rachlin  – Violino

Dalla Russia con ardore

Il concerto solistico dedicato al violino fu concepito da Pëtr Il’ič Čajkovskij alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività del compositore; egli, infatti, non ancora quarantenne, aveva concluso, nell’arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin. Nonostante questo concerto sia entrato stabilmente nel repertorio dei più grandi solisti ma anche nell’immaginario collettivo – basti pensare al sensazionale successo arriso, tra il 2009 e il 2010, al bel film di Radu Mihaileanu, Il concerto – le reazioni della critica alla prima esecuzione furono discordi: alle voci di approvazione, si unì la spietata recensione pubblicata da Eduard Hanslick sulla Neue Freie Presse, recensione che ferì Čajkovskij a morte – ma che rimase anche storica per la sua miopia.
A più riprese, nel corso della sua vita, Sergej Rachmaninov fu vittima di profonde crisi creative, che ne frenarono l’attività compositiva per lunghi periodi, anche di diversi anni. Insieme ai clamorosi successi iniziali come pianista e compositore, nei suoi anni giovanili Rachmaninov aveva subito una grave disfatta, causata dall’accoglienza sfavorevole riservata alla sua Prima Sinfonia; la prima esecuzione di questa partitura, nel 1897, fu un fiasco davvero clamoroso. La depressione seguita a questo insuccesso portò Rachmaninov a tre anni di inattività compositiva, poi, grazie anche alle cure dello psicologo Nikolai Dahl, si ebbe un ritorno alla scrittura. Così, durante il biennio 1906-1907, trascorso in gran parte a Dresda, maturò nel compositore l’idea di tornare a scrivere una sinfonia; la partitura fu eseguita per la prima volta a Pietroburgo il 26 gennaio 1908 , riscuotendo un successo caloroso, capace di sanare definitivamente la ferita. Questa partitura, pienamente immersa nella temperie del post-romanticismo, attinge a una tradizione lunga e illustre; l’esempio di una musica fermamente legata al sistema tonale, erede di Čajkovskij e di Rimskij-Korsakov, stabilisce un contatto immediato coll’ascoltatore, che si ritrova felicemente stimolato sul piano emotivo, determinando, così, il perdurante successo di quest’opera.

  • P. I. Čajkovskij – Concerto in re maggiore per violino e orchestra, op. 35

  • S. Rachmaninov – Sinfonia n. 2 in mi minore, op. 27

Lunedì 5 novembre, ore 20:30
Teatro Auditorium Manzoni – Via Dè Monari, 1/2 (Bologna)

Biglietti

(Foto: ©Marco Caselli Nirmal)

Julian Rachlin
Julian RachlinViolino
Julian Rachlin è tra i più emozionanti e rispettati violinisti del nostro tempo. Nel corso degli ultimi 30 anni ha incantato il pubblico di tutto il mondo con il suo suono intenso, la sua superba musicalità e le sue eccezionali interpretazioni, creando forti legami con molti dei più importanti direttori e le più prestigiose orchestre. E’direttore ospite principale della Royal Northern Sinfonia e della Turku Philharmonic Orchestra. E’ inoltre il creatore e l’anima del Festival Julian Rachlin & Friends a Palma de Mallorca.

Incoraggiato da Mariss Jansons, Julian Rachlin ha studiato direzione d’orchestra con Sophie Rachlin. Dal suo debutto come direttore nel 1998 ha collaborato come direttore e solista con prestigiosi ensemble e orchestre quali Academy of St. Martin in the Fields, Copenhagen Philharmonic, English Chamber Orchestra, Israel Philharmonic Orchestra, Lucerne Symphony Orchestra, Tonkünstler Symphony, Deutsche Kammerphilharmonie, Virtuosi di Mosca, Camerata Salzburg, Slovenian Philharmonic, RTE National Symphony, St. Petersburg Philharmonic, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala, Barcelona Symphony Orchestra, Orchestra della Svizzera italiana, Philharmonia Praga. E’ artista residente al Prague Spring Festival ed ha un ciclo permanente a lui dedicato al Musikverein di Vienna.
Nato in Lituania nel 1974, Julian Rachlin emigrò a Vienna nel 1978. Ha studiato violino con Boris Kuschnir al Conservatorio di Vienna, e con Pinchas Zukerman. Dopo aver vinto il premio come Young Musician of the Year al Concorso Eurovision del 1988, divenne il più giovane solista di sempre a suonare con la Filarmonica di Vienna, debuttando sotto la direzione di Riccardo Muti. Da settembre 1999 è membro della facoltà di violino presso l’Università per la Musica e le Arti di Vienna. Le sue registrazioni per Sony Classical, Warner Classics, e Deutsche Grammophon hanno tutte goduto di enorme successo.
Julian Rachlin suona un “ex Liebig” Stradivari del 1704 e una viola Lorenzo Storioni del 1785 in prestito dalla Dkfm. Angelika Prokopp Privatstiftung. Le corde dei suoi strumenti sono gentilmente sponsorizzate da Thomastik-Infeld.

Yoel Lèvi
Yoel LèviDirettore
Direttore musicale della KBS Symphony Orchestra di Seoul dal 2014, Yoel Levi è conosciuto in tutto il mondo per il suo lavoro alla guida delle orchestre più prestigiose, per il suo immenso repertorio che spazia dal sinfonico all’operistico e per la sua vasta discografia.
Dopo aver vinto il primo premio al Concorso per direttori internazionali a Besançon nel 1978, ha trascorso sei anni come assistente di Lorin Maazel e direttore ospite della Cleveland Orchestra ed ha ricoperto il ruolo di direttore musicale dell’Atlanta Symphony Orchestra dal 1988 al 2000.
Durante questo suo incarico, la rivista britannica Gramophone ha applaudito il suo impatto sul livello artistico dell’orchestra: “Yoel Levi ha costruito una reputazione per se stesso e per la sua orchestra che è sempre più l’invidia delle cinque grandi controparti americane di New York, Philadelphia, Cleveland, Boston e Chicago”. Quest’affermazione è stata confermata dalla nomination dell’Orchestra Sinfonica di Atlanta come “Migliore orchestra dell’anno” per il 1991/92 ai primi Annual International Classical Music Awards.
Allo stesso modo, Yoel Levi ha ricoperto posizioni in diverse orchestre europee, dove ha costantemente riscosso umanimi consensi da parte della critica. Dopo essere stato direttore principale della Brussels Philharmonic (dal 2001 al 2007), Yoel Levi è stato nominato direttore principale dell’Orchestre National d’Ile de France nel 2005, un incarico che ha ricoperto fino al 2012, tenendo regolarmente concerti a Parigi, nella zona dell’Ile de France e conducendo sempre più frequentemente l’orchestra in tournée fuori dalla Francia: in Spagna, Europa dell’Est e Londra.
È anche il primo israeliano a ricoprire il ruolo di direttore ospite principale della Israel Philharmonic Orchestra con cui si è recato in tournée negli Stati Uniti e in Messico ed ha tenuto un concerto speciale per celebrare il 60 ° anniversario dello Stato di Israele. Altri tour recenti includono un lungo viaggio in Nuova Zelanda con la New Zealand Symphony Orchestra e concerti in Spagna con l’Orchestre de Paris. Yoel Levi é spesso invitato a partecipare ad eventi speciali come la cerimonia del premio Nobel alla guida della Stockholm Philharmonic Orchestra.
Ha realizzato oltre quaranta registrazioni con diverse etichette e varie orchestre, tra cui la Cleveland Orchestra, la London Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, la Brussels Philharmonic e la Israel Philharmonic. Più di trenta di queste sono con l’Atlanta Symphony Orchestra per Telarc. Le sue registrazioni sono dedicate alla musica di Barber, Beethoven, Brahms, Copland, Dohnanyi, Dvorak, Haydn, Hindemith, Kodaly, Mahler, Mendelssohn, Mussorgsky, Nielsen, Prokofiev, Puccini, Ravel, Rossini, Saint-Säens, Schoenberg, Shostakovitch, Sibelius, Stravinsky e Čajkovskij.
Nel 1997 Yoel Levi è stato insignito del titolo di dottore onorario di Belle Arti dall’Università Oglethorpe ad Atlanta. Nel giugno 2001 è stato nominato “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres” dal governo francese. Nel 2017, la KBS Symphony Orchestra con Yoel Levi ha vinto il primo premio alla quarta edizione del Seoul Arts Centre awards.
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05/11/2018

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11/12/2018

Edvard Grieg contribuì in modo essenziale alla conoscenza e alla diffusione, in Europa, della musica popolare norvegese; egli fu esponente di spicco delle cosiddette Scuole nazionali che, nella seconda metà dell’Ottocento, costituirono l’elemento di novità principale della musica europea.

13/01/2019

Secondo il grande musicologo Alfred Einstein, il fatto che nella musica di Mendelssohn appaia frequentemente, nei movimenti allegri, l'indicazione “con fuoco”, oppure “appassionato” individua senz’altro un preciso gusto romantico;

25/03/2019

Nonostante Pëtr Il'ič Čajkovskij fosse un ottimo pianista, il pianoforte non fu mai al centro dei suoi interessi di compositore. Il concerto in si bemolle minore resta, dunque, l'unico lavoro pianistico entrato a far parte stabilmente dei capolavori del musicista russo;

13/05/2019

Nel 1924 il giovane George Gershwin propose un brano stupefacente, osteggiato in pari misura col successo crescente che il pubblico gli decretava. Questo perché, per la prima volta, un musicista, proveniente dal mondo extra-colto, proponeva una composizione in cui si combinavano la tradizione classica e la musica jazz, ma anche il blues. Insomma, questo brano è una vera e propria commistione di generi (musica colta e musica di consumo) e culture (bianca e nera).

2018-09-13T10:35:39+00:00