09/12/24

Roberto Abbado - Direttore
Pietro de Maria - Pianoforte

Composizioni contro il tempo, opere senza tempo

Quando, nel 1841, Robert Schumann dedicò la sua attenzione alla musica per orchestra, era evidente che ormai il pianoforte non riusciva più a contenere le sue esigenze compositive. In quell’anno, oltre alla Prima Sinfonia, Schumann scrisse l’Ouverture, Scherzo e Finale, con l’intento di rimodellare liberamente secondo lo spirito romantico il genere sinfonico. Proprio per questo motivo, non volle chiamare il brano «Sinfonia» e, dopo aver pensato di definirla Suite, optò per un titolo consistente nella semplice elencazione dei tre movimenti, poiché nessuno dei generi musicali tradizionali corrispondeva alla sua struttura e al suo carattere.

Tra il 1827 e il 1828 l’ancora diciassettenne Fryderyk Chopin compose le Variazioni su una delle più celebri arie del Don Giovanni mozartiano, eseguendole con enorme successo a Vienna. Fu proprio in riferimento a questa composizione che Robert Schumann, nel 1831, pronunciò il suo celebre giudizio: «Giù il cappello, signori, un genio! Un’opera! Chopin, non ho mai udito questo nome, ad ogni modo è un genio».

Nel 1830, in occasione del terzo centenario della Confessione protestante di Augusta, il giovanissimo Felix Mendelssohn scrisse una sinfonia, che sperava di far eseguire in occasione dei festeggiamenti in programma a Berlino il 25 giugno di quello stesso anno. La composizione si protrasse più a lungo del previsto e Mendelssohn, già celebre come direttore, la eseguì solo nel 1832. La sinfonia non fu poi stampata e si dovette aspettare il 1868 per averne la prima edizione, ben ventun’anni dopo la morte di Mendelssohn. Fu così che la Riforma, come generalmente è chiamata questa sinfonia, diventò la Quinta di Mendelssohn, pur essendo in realtà la seconda per ordina di composizione.

  • R. Schumann – Ouverture, Scherzo e Finale, op. 52

  • F. Chopin – Variazioni per pianoforte su Là ci darem la mano, op. 2

  • F. Mendelssohn – Quinta Sinfonia in re maggiore, op.107 Riforma

Lunedì 9 dicembre 2024 , ore 20:30
Teatro Auditorium Manzoni – Via Dè Monari, 1/2 (Bologna)

Roberto Abbado
Roberto AbbadoDirettore
Insignito del prestigioso Premio Abbiati dall’Associazione Critici Musicali Italiani, Roberto Abbado è attualmente Direttore Principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna. Ha studiato direzione d’orchestra con Franco Ferrara a Venezia e a Roma, dove è stato invitato – unico studente nella storia dell’istituzione – a dirigere l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Dopo il debutto negli Stati Uniti nel 1991 a New York, sul podio dell’Orchestra di St. Luke’s, è tornato regolarmente negli Stati Uniti a dirigere le orchestre sinfoniche di Boston, Philadelphia, Chicago, Cleveland, Dallas, San Francisco, nonché la Los Angeles Philharmonic, e la Saint Paul Chamber Orchestra, di cui è uno degli Artistic Partners – collaborando con solisti come Yo-Yo Ma, Gil Shaham, Joshua Bell, Hilary Hahn, Vadim Repin, Yefim Bronfman, Mitsuko Uchida, Alfred Brendel, Radu Lupu, Andras Schiff.

È stato Direttore Musicale della Münchner Rundfunkorchester dal 1991 al 1998, al Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia dal 2015 al 2019, del Festival Verdi di Parma dal 2018 al 2022. Ha lavorato, fra le altre, con la Concertgebouworkest di Amsterdam, i Wiener Symphoniker, l’Orchestre National de France, l’Orchestre de Paris, la Staatskapelle Dresden, la Gewandhausorchester e la MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, la NDR Sinfonieorchester di Amburgo, la Sveriges Radios Symfoniorkester di Stoccolma, l’Orchestra Filarmonica di Israele, l’Orchestra di Santa Cecilia, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, la Filarmonica della Scala.

Roberto Abbado ha diretto numerose prime mondiali e nuove produzioni di opere liriche, tra le quali si ricordano Fedora ed Ernani al Metropolitan di New York; I vespri siciliani alla Wiener Staatsoper; La Gioconda, Lucia di Lammermoor, La donna del lago e la prima assoluta di Teneke di Fabio Vacchi alla Scala; L’amour des trois oranges, Aida e La traviata alla Bayerische Staatsoper; Le comte Ory, Attila, I Lombardi alla prima crociata, Il barbiere di Siviglia, Phaedra di Henze – in prima italiana – al Maggio Musicale Fiorentino; Don Giovanni alla Deutsche Oper Berlin; La donna del lago all’Opéra Garnier di Parigi; Ermione, Zelmira e Mosè in Egitto al Rossini Opera Festival; la prima mondiale di Arianna, Fedra e Didone di Colasanti al Festival di Spoleto, Le trouvère, Luisa Miller e Macbeth al Festival Verdi.

Appassionato interprete di musica contemporanea, il suo repertorio abbraccia compositori quali Luciano Berio, Bruno Maderna, Goffredo Petrassi, Sylvano Bussotti, Niccolò Castiglioni, Azio Corghi, Ivan Fedele, Luca Francesconi, Giorgio Battistelli, Giacomo Manzoni, Salvatore Sciarrino, Fabio Vacchi, Pascal Dusapin, Olivier Messiaen, Alfred Schnittke, Hans Werner Henze, Helmut Lachenmann, John Adams e Silvia Colasanti.

Pietro De Maria
Pietro De MariaPianoforte
Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Čaikovskij di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano (1990), al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 gli è stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo.

La sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori quali Roberto Abbado, Umberto Benedetti Michelangeli, Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseyev, Daniele Gatti, Alan Gilbert, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Michele Mariotti, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda, Corrado Rovaris, Yutaka Sado, Sándor Végh, Jonathan Webb.

Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione.

Il suo repertorio spazia da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti. Recentemente ha realizzato un progetto bachiano, eseguendo i due libri del Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg.

Ha registrato l’integrale delle opere di Chopin, il Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg per DECCA, ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica specializzata, tra cui Diapason, International Piano, MusicWeb-International e Pianiste. È attualmente impegnato nell’esecuzione dell’integrale delle Sonate e dei Concerti di Beethoven ed è appena uscito per Dynamic il CD con i Concerti di Chopin registrati con Daniele Rustioni e l’Orchestra della Toscana.

Pietro De Maria è Accademico di Santa Cecilia e insegna al Mozarteum di Salisburgo e all’Accademia di Musica di Pinerolo.

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2024-02-22T15:12:29+01:00
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