11/12/18

Roberto Abbado - Direttore
Alice Sara Ott  – Pianoforte

Brume nordiche

Edvard Grieg contribuì in modo essenziale alla conoscenza e alla diffusione, in Europa, della musica popolare norvegese; egli fu esponente di spicco delle cosiddette Scuole nazionali che, nella seconda metà dell’Ottocento, costituirono l’elemento di novità principale della musica europea. La sua musica riuscì a conciliare intimità e semplicità proprie della musica del suo Paese con soluzioni e tendenze musicali moderne, specialmente impressionistiche. Il popolarissimo Concerto per pianoforte e orchestra fu composto nel 1868, durante una vacanza nel villaggio danese di Sölleröd, a nord di Copenhagen; nella capitale venne eseguito per la prima volta il 3 aprile 1869 dal pianista Edmund Neupert, a cui la partitura è dedicata. Franz Liszt, ammiratore di questo concerto, aveva proposto alcune modifiche nella parte orchestrale, ma, col tempo, si è tornati a eseguire, di preferenza, l’edizione originale scritta da Grieg, più equilibrata nel rapporto tra solista e orchestra.

La composizione della Prima Sinfonia di Johannes Brahms ebbe una gestazione lunghissima, proverbiale, in quanto dai prima abbozzi del 1855, si dovette aspettare il 1876 per sentirne la prima esecuzione integrale. Brahms era già famoso ovunque, ma aveva superato la quarantina senza essersi ancora confrontato col genere strumentale più illustre, quello che decretava la grandezza di un compositore. Con questo debutto tardivo, Johannes Brahms intese esprimere in musica la propria riconoscenza a Beethoven e al suo genio, operazione ben compresa dai contemporanei, come il celebre direttore Hans von Bülow, che la definì “la Decima”, ideale continuazione del catalogo beethoveniano.

  • R. Schumann – Ouverture da Genoveva, op. 81

  • E. Grieg – Concerto in la minore per pianoforte e orchestra , op. 16

  • J. Brahms – Sinfonia n. 1 in do minore, op. 68

Martedì 11 Dicembre 2018 – ore 20.30
Teatro Auditorium Manzoni – Via Dè Monari, 1/2 (Bologna)

biglietti
Alice Sara Ott
Alice Sara Ott Pianoforte
In qualità di una delle soliste più richieste al mondo, la pianista tedesco-giapponese Alice Sara Ott continua a sviluppare e raggiungere un nuovo pubblico ad ogni stagione. Collabora regolarmente con i principali direttori e orchestre internazionali e si esibisce nei palchi più prestigiosi del mondo. Tuttavia, il suo talento non si limita ad una carriera di pianista di alto livello, ma esprime anche una sua diversa creatività attraverso una serie di partnership di design e marchi.
L’estro creativo di Alice l’ha portata a progettare una linea esclusiva di borse in pelle di alta gamma per JOST, uno dei marchi premium della Germania. Con i disegni fatti a mano da Alice, le borse includono elementi di origami ispirati al suo patrimonio giapponese. Il dono di Alice per l’illustrazione si estende anche agli smartphone, con i suoi progetti per una gamma di adesivi per il servizio di messaggistica giapponese LINE raggiungendo milioni di utenti in tutto il mondo. Ha inoltre instaurato solidi rapporti con numerosi marchi leader a livello mondiale, ad esempio nel ruolo di Global Brand Ambassador for Technics, il marchio audio hi-fi di Panasonic Corporation.
Nel 2016/17 Alice ha continuato la sua lunga e consolidata relazione con Deutsche Grammophon – per la quale è stata un’artista esclusiva per quasi dieci anni – con l’uscita del suo ottavo album, Wonderland. Registrato con Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunk ed Esa-Pekka Salonen al timone, l’album presenta il repertorio di Edvard Grieg ed esplora il mondo della magia e del folclore con il virtuoso Concerto per pianoforte, Lyric Pieces e Peer Gynt del compositore norvegese. La stagione 2016/17 ha visto anche Alice portare il progetto in tournée in Giappone, Taiwan e in Europa.
Alice ha lavorato con i direttori d’orchestra al più alto livello tra cui Lorin Maazel, Gustavo Dudamel, Charles Dutoit, Pablo Heras-Casado, Paavo Järvi, Neeme Järvi, Gianandrea Noseda, Andres Orozco-Estrada, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy, Sakari Oramo, Osmo Vänskä, Vasily Petrenko, Myung-Whun Chung, Hannu Lintu e Robin Ticciati. Si è esibita con ensemble quali: Los Angeles Philharmonic Orchestra, Chicago Symphony Orchestra, Washington National Symphony Orchestra, Royal Philharmonic Orchestra, London Symphony Orchestra e Wiener Symphoniker.
La stagione 2017/18 della pianista è iniziata in Germania con la Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino, seguita da un tour con la Czech Philharmonic Orchestra con il Concerto per pianoforte n. 5 di Beethoven e concerti negli Stati Uniti con la Cincinnati Symphony Orchestra diretta da Paavo Järvi. Prima della fine dell’anno, Alice si unirà alla London Symphony Orchestra sotto l’inimitabile bacchetta di Sir Antonio Pappano per Liszt’s Totentanz, e tornerà al repertorio di Wonderland per un tour in Cina. Tornando in Europa nel 2018, Alice terrà concerti con la WDR Sinfonieorchester Köln, l’Orchestre National de France, la Dresden Philharmonic e la Düsseldorfer Symphoniker.
Roberto Abbado
Roberto AbbadoDirettore
Insignito del prestigioso Premio Abbiati, Direttore Musicale del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia e del Festival Verdi di Parma, ha studiato direzione con Franco Ferrara al Teatro La Fenice e all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Direttore Musicale della Münchner Rundfunkorchester dal 1991 al 1998, ha diretto, fra le altre, Concertgebouworkest, Wiener Symphoniker, Orchestre National de France, Orchestre de Paris, Staatskapelle Dresden, Gewandhausorchester, NDR Sinfonieorchester, l’Israel Philharmonic, Orchestra di Santa Cecilia e del Comunale di Bologna, Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Filarmonica della Scala, MDR Leipzig, Malaysian Philharmonic, le orchestre di Boston, Philadelphia, Chicago, San Francisco, la New World Symphony, Los Angeles Philharmonic e la Saint Paul Chamber Orchestra.

Ha diretto numerose prime mondiali e nuove produzioni, quali Fedora ed Ernani (MET); I vespri siciliani (Wiener Staatsoper); alla Scala La Gioconda, Lucia di Lammermoor, La donna del lago e Teneke di Vacchi (prima assoluta); L’amour des trois oranges, Aida e La traviata (Bayerische Staatsoper); Le comte Ory, Attila, I Lombardi alla prima crociata, Phaedra di Henze (prima italiana) e Anna Bolena (Firenze); Don Giovanni (Deutsche Oper Berlin); Simon Boccanegra e La clemenza di Tito (Torino); La donna del lago (Opéra Garnier); Ermione, Zelmira e Mosè in Egitto (ROF); Der Vampyr a Bologna.
Più recentemente: A Midsummer Night’s Dream, I vespri siciliani, Tancredi e La damnation de Faust a Valencia; Benvenuto Cellini, Andrea Chénier e I masnadieri all’Opera di Roma; Norma a Madrid; La traviata a Shanghai; Le siège de Corinthe a Pesaro; Lucia di Lammermoor a Parigi e a New York; Don Pasquale a Bilbao.

Tra le registrazioni più apprezzate: I Capuleti e i Montecchi, Tancredi, Don Pasquale, Turandot, Verismo Arias, L’amour e Arias for Rubini con Juan Diego Flórez (Decca); Bel Canto, Revive – entrambe con Elīna Garanča – per Deutsche Grammophon, e i DVD di Fedora, Ermione, Zelmira, Mosè in Egitto e del concerto di Capodanno al Teatro La Fenice di Venezia (2008).

In ambito sinfonico dal 2015 ha diretto le orchestre di San Francisco, Dallas e Atlanta, del Minnesota, la New World Symphony, la MDR-Sinfonieorchester di Lipsia, la Saint Paul Chamber Orchestra, la Malaysian Philharmonic e l’Orquesta Sinfónica de Madrid.

VEDI TUTTI I CONCERTI

05/11/2018

Il concerto solistico dedicato al violino fu concepito da Pëtr Il’ič Čajkovskij alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività del compositore; egli, infatti, non ancora quarantenne, aveva concluso, nell’arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

11/12/2018

Edvard Grieg contribuì in modo essenziale alla conoscenza e alla diffusione, in Europa, della musica popolare norvegese; egli fu esponente di spicco delle cosiddette Scuole nazionali che, nella seconda metà dell’Ottocento, costituirono l’elemento di novità principale della musica europea.

13/01/2019

Secondo il grande musicologo Alfred Einstein, il fatto che nella musica di Mendelssohn appaia frequentemente, nei movimenti allegri, l'indicazione “con fuoco”, oppure “appassionato” individua senz’altro un preciso gusto romantico;

25/03/2019

Nonostante Pëtr Il'ič Čajkovskij fosse un ottimo pianista, il pianoforte non fu mai al centro dei suoi interessi di compositore. Il concerto in si bemolle minore resta, dunque, l'unico lavoro pianistico entrato a far parte stabilmente dei capolavori del musicista russo;

13/05/2019

Nel 1924 il giovane George Gershwin propose un brano stupefacente, osteggiato in pari misura col successo crescente che il pubblico gli decretava. Questo perché, per la prima volta, un musicista, proveniente dal mondo extra-colto, proponeva una composizione in cui si combinavano la tradizione classica e la musica jazz, ma anche il blues. Insomma, questo brano è una vera e propria commistione di generi (musica colta e musica di consumo) e culture (bianca e nera).

2018-09-18T12:34:48+00:00