12/03/2018

Gábor Takács-Nagy - Direttore
Valentina Lisitsa  – Pianoforte

Arrivano i russi!

Il Concerto in do maggiore op. 26 impegnò Prokof’ev per lungo tempo, dal 1911 al 1921: iniziato in Russia, fu ripensato e ultimato in Francia, prima della partenza del compositore per gli Stati Uniti dove, a Chicago, il 16 dicembre 1921, venne eseguito per la prima volta con Prokof’ev stesso al pianoforte. Questo è il più noto dei cinque concerti pianistici dell’autore russo, riassumendo molti tratti caratteristici del suo stile, fondendo l’aspetto percussivo dei suoi slanci ritmici ai temi eminentemente russi, ricchi di colorazione armonica. Affermarsi in America come pianista era il chiaro intento di Prokof’ev, interessato quindi a catturare l’attenzione di un pubblico il più possibile vasto, con un’articolazione ricca di effetti a sorpresa, pur tenuta insieme da un senso della forma tradizionale, se non addirittura chiaramente classico.

Čajkovskij compose la sua Quarta Sinfonia, in fa minore op.36 durante il 1877, dedicandola all’amica – ma soprattutto sua mecenate – Nadežda von Meck. La relazione tra Pëtr Il’ič e Nadežda, che si era innamorata della sua musica, nacque in un momento di grave crisi economica per il compositore, che la ricca vedova confortò con una rendita annuale vitalizia, a condizione che la loro relazione fosse esclusivamente epistolare. La composizione di questa sinfonia coincise anche con l’uscita di Čajkovskij da un’altra grave crisi – esistenziale e sentimentale, questa volta – seguita al fallimento dell’unione con Antonina Miliukova. Sebbene lo stesso Čajkovskij affermasse che la composizione di una sinfonia scaturisca da un processo sostanzialmente lirico, la Quarta fu da lui composta secondo un programma: la profonda angoscia di fronte al destino, che si accanisce sull’uomo e gli impedisce di giungere alla vera felicità; l’uomo è così costretto a ricercare un qualche appagamento nel sogno e nel distacco dal mondo terreno.

(Foto: ©Marco Caselli Nirmal)

  • S. Prokofiev – Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in do maggiore, op. 26

  • P. I. Čajkovskij – Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36

Lunedì 12 marzo, ore 21:00
Teatro Auditorium Manzoni – Via Dè Monari, 1/2 (Bologna)

Biglietti
Gábor Takács-Nagy
Gábor Takács-NagyDirettore
Gábor Takács-Nagy è nato a Budapest dove ha iniziato a studiare violino all’età di otto anni. Ancora studente dell’Accademia Franz Liszt, riceve nel 1979 il primo premio al Concorso Jeno Hubay. Successivamente studia con Nathan Milstein e, per la musica da camera, ha avuto con Ferenc Rados, Andras Mihaly e György Kurtag. Nel 1982, riceve il Premio Liszt.
Dal 1975 al 1992 è fondatore e primo violino del celebre Quartetto Takács, che, in breve tempo, riceve il primo premio nei principali concorsi internazionali per quartetto d’archi: Evian nel 1977 e Londra nel 1979. Il Quartetto ha collaborato con artisti quali Georg Solti, Yehudi Menuhin, Isaac Stern, Mstislav Rostropovich, Andras Schiff, James Galway, Paul Tortelier, Mikhail Pletnev, Gidon Kremer, Joshua Bell e Miklos Perényi. Molte sono le registrazioni discografiche relizzate dal Quartetto per la Decca e la Hungaroton.
Nel 1996 fonda il Takács Piano Trio con il quale realizza in prima esecuzione le registrazioni di lavori dei compositori ungheresi Franz Liszt e Laszlo Lajtha e l’opera completa per violino di Sandor Veress. Dal 1997 Gábor Takács-Nagy è professore di quartetto al Conservatorio di Ginevra e tiene corsi in importanti accademie internazionali. Nel 1999 crea il quartetto Mikrokosmos con i connazionali Miklos Pereny, Zoltan Tuska e Sandor Papp.
Interprete fra i più autentici della musica ungherese, e in modo particolare delle opere di Bartok, Gábor Takács a partire dal 2001 dedica sempre più energie alla direzione d’orchestra. Ospite di importanti orchestre europee e non solo, come Irish Chamber Orchestra, Verbier Festival Chamber Orchestra, Budapest Festival Orchestra, Camerata Freiburg, Toho Gakuen Orchestra, nel 2005 costituisce la propria orchestra d’archi, la Camerata Bellerive, a Ginevra. Dal 2007 è direttore musicale della Verbier Festival Chamber Orchestra, collaborando con solisti quali Martha Argerich, Joshua Bell, Jean-Yves Thibaudet, Emmanuel Ax, Frederica von Stade e Angelica Kirschschlager. Da Settembre 2010 Gábor Takács-Nagy ricopre gli incarichi di direttore dell’Orchestra Sinfonica MAV di Budapest e della Camerata Manchester.
(Foto: ©Marco Caselli Nirmal)
Valentina Lisitsa
Valentina Lisitsa Pianoforte
Valentina Lisitsa è la prima artista di musica classica ad aver convertito il suo successo internet in una carriera concertistica internazionale, con apparizioni nelle più importanti sale europee, americane e asiatiche. L’artista di origini ucraine ha iniziato lo studio della musica a Kiev, sua città natale, presso la Scuola Musicale Lysenko per studenti particolarmente dotati, per poi proseguire al Conservatorio della stessa città.
Nel giugno 2012, uno spettacolare recital alla Royal Albert Hall di Londra, ha decretato definitivamente la sua ascesa internazionale. Gli ascoltatori avevano la possibilità di votare online in anticipo il loro programma preferito – una forma di partecipazione del pubblico che è divenuta poi uno dei “marchi” di Valentina Lisitsa. La registrazione dal vivo della serata è stata pubblicata su CD e DVD un mese dopo soltanto, per la Decca.
Un evento di grande risonanza nella stagione 2016-2017 è stato, tra gli altri, un concerto all’Auditorio Nacional di Madrid con l’Orchestra Nazionale di Spagna, durante il quale Valentina Lisitsa ha suonato nella stessa serata i quattro Concerti per pianoforte e la Rapsodia su un tema di Paganini di Sergej Rachmaninov
Nel corso della stagione 2017-2018 Valentina Lisitsa sarà in tour con la Filarmonica di Stato Russa in Gran Bretagna e terrà dei recital in Sud America toccando le città di Buenos Aires, Porto Alegre, Belo Horizonte e Rio de Janeiro. Altri concerti sono programmati negli Stati Uniti, in Corea, Cina, Singapore, Sudafrica, Spagna, Francia, Germania e Belgio.
Nel febbraio 2013 Valentina Lisitsa ha debuttato nella sala principale della Philharmonie di Berlino ed è apparsa ai BBC Proms di Londra; si è inoltre esibita con l’Orchestre de Paris, la Staatskapellen di Dresda, la London Symphony Orchestra, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestre National de Radio France, Orchestra Filarmonica Reale di Stoccolma, collaborando con direttori quali Lorin Maazel, Paavo Järvi, Kristjan Järvi, Vasily Petrenko, Manfred Honeck, Yannick Nézet-Séguin, Vladimir Fedoseyev e Dmitrij Kitajenko.
(Foto: Gilbert Francois)
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05/11/2018

Il concerto solistico dedicato al violino fu concepito da Pëtr Il’ič Čajkovskij alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività del compositore; egli, infatti, non ancora quarantenne, aveva concluso, nell’arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

11/12/2018

Edvard Grieg contribuì in modo essenziale alla conoscenza e alla diffusione, in Europa, della musica popolare norvegese; egli fu esponente di spicco delle cosiddette Scuole nazionali che, nella seconda metà dell’Ottocento, costituirono l’elemento di novità principale della musica europea.

13/01/2019

Secondo il grande musicologo Alfred Einstein, il fatto che nella musica di Mendelssohn appaia frequentemente, nei movimenti allegri, l'indicazione “con fuoco”, oppure “appassionato” individua senz’altro un preciso gusto romantico;

25/03/2019

Nonostante Pëtr Il'ič Čajkovskij fosse un ottimo pianista, il pianoforte non fu mai al centro dei suoi interessi di compositore. Il concerto in si bemolle minore resta, dunque, l'unico lavoro pianistico entrato a far parte stabilmente dei capolavori del musicista russo;

13/05/2019

Nel 1924 il giovane George Gershwin propose un brano stupefacente, osteggiato in pari misura col successo crescente che il pubblico gli decretava. Questo perché, per la prima volta, un musicista, proveniente dal mondo extra-colto, proponeva una composizione in cui si combinavano la tradizione classica e la musica jazz, ma anche il blues. Insomma, questo brano è una vera e propria commistione di generi (musica colta e musica di consumo) e culture (bianca e nera).

2018-09-20T14:47:32+00:00