13/01/19

Sergej Krilov - Direttore e violino

Tutto Mendelssohn

Secondo il grande musicologo Alfred Einstein, il fatto che nella musica di Mendelssohn appaia frequentemente, nei movimenti allegri, l’indicazione “con fuoco”, oppure “appassionato” individua senz’altro un preciso gusto romantico; tuttavia, ciò che rende unica la musica di Mendelssohn – e il concerto per violino ne è massimo esempio – è l’estraneità alla drammaticità, al travolgente clima di esaltazione comune ad altri artisti della sua generazione. Questo ha fatto sì che i critici più malevoli abbiano riscontrato una certa superficialità nella musica di Mendelssohn, tendendo a valutarla secondo criteri applicabili a Beethoven o Schumann e facendo il grave errore di confondere “superficialità” e “ leggerezza”, essendo quest’ultima la vera chiave estetica per leggere l’intera opera del compositore.

Quello di Mendelssohn fu definito, invece, molto opportunamente “romanticismo felice” da altri studiosi, e trova una delle sue più alte espressioni nella Sinfonia n. 4 in la maggiore op. 90, detta Italiana perché abbozzata durante il viaggio dell’autore nel nostro paese, protratto dall’autunno 1831 all’estate 1832 e che lo portò da Venezia a Roma, fino a Napoli. A Roma furono principalmente il Pincio, Piazza di Spagna e Trinità dei Monti a suscitare, nelle sue lettere, le frasi di maggiore ammirazione. Tuttavia, la lunga gestazione della sinfonia sembra contraddire l’immagine di un Mendelssohn compositore dalla vena fluente. Da quel soggiorno italiano, altre modifiche e ritocchi furono apportati negli anni seguenti, e solo la morte prematura dell’autore rese definitiva la versione eseguita nel novembre 1849 a Lipsia, con l’orchestra del Gewandhaus, sotto la direzione di Julius Rietz.

  • F. Mendelssohn Bartholdy – Scherzo da Sogno di una Notte di mezza estate

  • F. Mendelssohn Bartholdy – Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64

  • F. Mendelssohn Bartholdy – Concerto in mi minore per violino e orchestra, op. 64 Sinfonia n. 4 in la maggiore Italiana

Domenica 13 Gennaio, ore 20:30
Teatro Auditorium Manzoni – Via Dè Monari, 1/2 (Bologna)

Biglietti

(Foto: ©Marco Caselli Nirmal)

Sergej Krilov
Sergej KrilovDirettore e violino
L’effervescente musicalità, il virtuosismo strabiliante come raffinato strumento sempre al servizio dell’espressività, l’intenso lirismo e la bellezza del suono, sono solo alcuni elementi che hanno reso Sergej Krylov uno dei più rinomati artisti del panorama internazionale.
Negli ultimi anni il violinista russo è stato ospite delle principali istituzioni musicali e ha collaborato con orchestre quali Dresden Staatskapelle, St. Petersburg Philharmonic, London Philharmonic, Royal Philharmonic, Russian National Orchestra, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia, Mariinsky Orchestra, Philharmonique de Radio France, DSO Berlin, Konzerthausorchester Berlin, Budapest Festival Orchestra, NHK Symphony Tokyo, Atlanta Symphony Orchestra, per citarne alcune.
Tra le personalità artistiche che hanno maggiormente influenzato la sua formazione musicale spicca Mstislav Rostropovich, con cui negli anni si era instaurato un profondo rapporto di amicizia e stima.
Tra i maggiori direttori con cui Krylov ha lavorato figurano Dmitri Kitajenko, Mikhail Pletnev, Valery Gergiev, Andrey Boreyko, Vasily Petrenko, Fabio Luisi, Roberto Abbado, Yuri Temirkanov, Vladimir Ashkenazy, Dmitry Liss, Vladimir Jurowski, Yuri Bashmet e Michal Nesterowicz.
I principali impegni della stagione 2017/18 includono concerti con la London Philharmonic e Vasily Petrenko, Konzerthaus Orchester Berlin e Dmitri Kitajenko, Russian National Orchestra, Prague Radio Symphony, Copenhagen Philharmonic, Orchestra Rai di Torino e del Teatro San Carlo di Napoli. Con la Lithuanian Chamber Orchestra, nel doppio ruolo di direttore e solista sarà presente in molte sale europee. Altri tour lo vedranno in Israele con I solisti di Mosca e Yuri Bashmet e in Corea con Yuri Simonov e l’Orchestra Filarmonica di Mosca.
Nell’ambito della sua attività Krylov dedica molto spazio alla musica da camera, sia in duo con pianoforte collaborando con partner quali Denis Matsuev, Nikolai Lugansky, Itamar Golan, Michail Lifits, Bruno Canino, Boris Berezovsky, sia in gruppi allargati suonando con artisti quali Elena Bashkirova, Yuri Bashmet, Maxim Rysanov, Alexander Kniazev.
Krylov è Direttore Musicale della Lithuanian Chamber Orchestra con la quale ama esplorare un repertorio molto ampio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, nel doppio ruolo di direttore e solista.
Nato a Mosca in una famiglia di musicisti, Krylov ha iniziato lo studio del violino a cinque anni completando la sua formazione alla Scuola Centrale di Musica di Mosca. Giovanissimo ha vinto tre Primi Premi in importanti concorsi internazionali: Concorso Lipizer, Concorso Stradivari e Concorso Kreisler di Vienna.
Oltre alle registrazioni per EMI e Melodya, ha pubblicato recentemente due dischi con Deutsche Grammophon: il primo dedicato alle Quattro Stagioni di Vivaldi con la Lithuanian Chamber Orchestra, il secondo ai 24 Capricci di Paganini che ha suscitato grande entusiasmo da parte della critica internazionale.
VEDI TUTTI I CONCERTI

05/11/2018

Il concerto solistico dedicato al violino fu concepito da Pëtr Il’ič Čajkovskij alla fine di uno dei periodi più fecondi della creatività del compositore; egli, infatti, non ancora quarantenne, aveva concluso, nell’arco di un triennio, il Concerto per pianoforte in si bemolle minore, il balletto Il lago dei cigni, la Quarta Sinfonia e l’opera Evgenij Onegin.

11/12/2018

Edvard Grieg contribuì in modo essenziale alla conoscenza e alla diffusione, in Europa, della musica popolare norvegese; egli fu esponente di spicco delle cosiddette Scuole nazionali che, nella seconda metà dell’Ottocento, costituirono l’elemento di novità principale della musica europea.

13/01/2019

Secondo il grande musicologo Alfred Einstein, il fatto che nella musica di Mendelssohn appaia frequentemente, nei movimenti allegri, l'indicazione “con fuoco”, oppure “appassionato” individua senz’altro un preciso gusto romantico;

25/03/2019

Nonostante Pëtr Il'ič Čajkovskij fosse un ottimo pianista, il pianoforte non fu mai al centro dei suoi interessi di compositore. Il concerto in si bemolle minore resta, dunque, l'unico lavoro pianistico entrato a far parte stabilmente dei capolavori del musicista russo;

13/05/2019

Nel 1924 il giovane George Gershwin propose un brano stupefacente, osteggiato in pari misura col successo crescente che il pubblico gli decretava. Questo perché, per la prima volta, un musicista, proveniente dal mondo extra-colto, proponeva una composizione in cui si combinavano la tradizione classica e la musica jazz, ma anche il blues. Insomma, questo brano è una vera e propria commistione di generi (musica colta e musica di consumo) e culture (bianca e nera).

2018-09-13T10:31:13+00:00