L’Andante con moto, cameristico nel suo riserbo iniziale, è introdotto da corni e fagotti, dando poi vita a un primo episodio di stampo pastorale, con gli archi protagonisti. Il secondo episodio, di carattere drammatico, nasce dal pensoso dialogo tra oboe e clarinetto che emergono dalla fitta trama degli archi. Dopo riprese e modifiche di entrambi i temi, la Sinfonia termina con una breve coda, che porta al raggiungimento di una profonda sensazione di quiete. Restano alcune battute preparatorie di un terzo movimento, e tuttavia Schubert decise di lasciare appunto “incompiuta” la sua Ottava, per motivi a noi ancora sconosciuti. Azzardiamo un’ipotesi: egli, come Beethoven nella sua Sonata per pianoforte op.111, si rese forse conto di avere già detto tutto quanto vi era da dire alla fine del secondo movimento e che, a dispetto della ortodossia formale, qui giunto aveva esaurito le parole. Dopo questo finale, infatti, si fatica ad applaudire e viene così naturale restare nel silenzio che si crea, pieno di senso.